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PhotoRec è un software in grado di recuperare dati persi perchè cancellati, inclusi video, documenti e archivi da dischi fissi e CD Rom. Inoltre è possibile recuperare fotografie (da qui il nome) dalle schede di memoria delle macchine fotografiche digitali. PhotoRec ignora il filesystem e guarda direttamente il contenuto del disco, in questo modo riesce a recuperare i dati, anche se sono stati seriamente danneggiati o formattati.
PhotoRec è gratuito, opensource, multipiattaforma e distribuito sotto licenza GPL. Photorec va a braccetto con un altro software, TestDisk, un’applicazione che recupera partizioni perse su una larga gamma di filesystem e crea dischi non avviabili in avviabili nuovamente. Si può scaricare da questo link.
Via | noprivacy
Finalmente arriva la parte pratica in cui vedremo come utilizzare il tool a riga di comando fdisk. Ho deciso di impostare l’ articolo proprio su fdsik e non su un’ altro programma perchè fdisk è lo strumento a riga di comando più diffuso per partizionare l’ hard disk e potrebbe capitarci di doverlo usare per completare la fase di installazione di qualche distribuzione che non prevede tool grafici.
Prima di tutto dobbiamo sapere che in Linux possiamo riferirici al nostro hard disk tramite l’ interfaccia astratta /dev/hda se il nostro sistema utilizza drive IDE oppure tramite l’ interfaccia /dev/sda se invece il nostro sistema utilizza drive SATA o SCSI. Ogni hard disk ha un’ interfaccia diversa, quidi se noi abbiamo 3 hard disk con drive IDE, noi potremo riferirci ad essi tramite le seguenti interfacce: /dev/hda, /dev/hdb e /dev/hdc.
Ogni hard disk come ormai dovremmo aver capito, può avere varie partizioni ed ogni partizione può essere riferita aggiungendo il suo numero al nome dell’ interfaccia. Per esempio /dev/hda1 indicherà la prima partizione sul primo hard disk. Mentre /dev/hdc3 indicherà la terza partizione del terzo hard disk. Vi ricordate che nello scorso articolo vi ho detto che Continua..
Nello scorso articolo abbiamo visto quali sono i vantaggi e gli svantaggi del partizionamento ed abbiamo capito che dietro ad ogni buon partizionamento c’è sempre un buono schema progettuale.
Prima di parlare di schemi e startegie progettuali, vediamo che tipo di partizioni possiamo creare. Ci sono 3 tipologie di partizioni:
1) partizione primaria
2) partizione estesa
3) partizione logica
Una partizione primaria è una partizione le cui informazioni risiedono nel Continua..
Per un utente che si sta avvicinando al mondo Linux e che ha deciso di installare questo sistema operativo sul proprio computer, arriva sempre un momento di fondamentale importanza: il partizionamento. In realtà partizionare un hard disk utilizzando tool a riga di comando (come fdisk) è un procedimento che può creare qualche difficoltà anche ad utenti Linux che sono ormai troppo abituati a tool grafici di rapido utilizzo (come Gparted).
Partizionare un hard disk vuol dire semplicemente suddividere l’ hard disk (unità fisica) in più unità logiche e permette di ottenere i seguenti vantaggi:
1) si possono installare più sistemi operativi su uno stesso hard disk
2) si possono condividere delle partizioni tra più sistemi operativi
3) in caso di problemi ad una partizione, nella maggior parte dei casi le altre partizioni non vengono danneggiate
4) si possono effettuare dei controlli su singole partizioni, velocizzando ed ottimizzando i controlli stessi
5) si possono formattare le singole partizioni con filesystem diversi, ottimizzando al meglio l’ hard disk
6) si possono applicare delle politiche di sicurezza per ogni partizione (partizione read-only, non eseguibile, ecc…)
Prima di inziare il partizionamento bisogna dire alcune cose Continua..
Questa guida sarà di certo piacevole per gli utenti più legati alla mela morsicata; vediamo insieme come installare il celebre software di casa Apple su di una fiammante distro Ubuntu!
Per prima cosa è necessario installare il pacchetto Microsoft Core Fonts e Wine:
$: sudo apt-get install msttcorefonts wine
In secondo luogo assicuriamoci che Wine sia settato per utilizzare Windows XP: andare in Applicazioni > Wine > Configure Wine (raggiungibile anche tramite il comando winecfg).
Copiare ora i Microsoft Core Fonts nella cartella dei font di Wine:
$: cp /usr/share/fonts/truetype/msttcorefonts/Arial*.ttf ~/.wine/drive_c/windows/fonts/
$: cp /usr/share/fonts/truetype/msttcorefonts/Times_New_Roman*.ttf ~/.wine/drive_c/windows/fonts/
Scaricare Safari con il seguente comando:
$: wget http://ubuntu-debs.googlecode.com/files/SafariSetup.exe
..ed aprirlo con Wine per eseguirne l’installazione:
$: wine SafariSetup.exe
Durante il wizard di installazione, alla finestra Destination Folder, deselezionare le caselle Install Bonjour for Windows e Automatically update Safari and other Apple software.
Al termine del processo il broswer sarà correttamente installato e non resterà altro da fare se non aggiungere anche il plugin flash per lo stesso:
$: wget http://ubuntu-debs.googlecode.com/files/install_flash_player.exe
ed installarlo sempre tramite Wine:
$: wine install_flash_player.exe
Buon divertimento con Applicazioni > Wine > Programs > Safari!
Via | Ubuntu Unleashed
Impostare un sistema “dual boot” Windows Vista - Ubuntu Linux che permetta, all’avvio del personal computer, di scegliere di volta in volta quale sistema operativo avviare, è un’operazione molto semplice da effettuarsi.
Con l’avvento delle soluzioni per la virtualizzazione, l’installazione di sistemi operativi in configurazione dual-multi boot ha perso un pò d’interesse. Purtuttavia, va osservato come l’installazione di un sistema operativo all’interno di una macchina virtuale non possa offrire certamente le migliori prestazioni possibili: le performance ottenibili sono ben lontane da quelle fruibili installando lo stesso direttamente sulla macchina “fisica”.
Vediamo come configurare Windows Vista e Ubuntu Linux in configurazione dual boot, sullo stesso personal computer, in modo da ottenere, con entrambi i sistemi operativi, massimi risultati in termini di performance.
KeePass Password Safe è un software gratuito che consente di memorizzare, in un unico database, tutte le proprie password. Sono infatti davvero tante le password che, al giorno d’oggi, debbono essere ricordate. KeePass Password Safe permette di risolvere il problema salvandole in sicurezza.
I database delle password sono infatti crittografati con gli algoritmi AES e TwoFish.
Le password possono essere organizzate, all’interno dell’archivio di KeePass, come meglio si crede grazie alle categorie in cui è possibile suddividerle.
KeePass consente di inserire rapidamente login e password, ad esempio, in form sul web, supporta il “drag&drop” e permette addirittura di specificare una serie di operazioni che debbono precedere e seguire l’inserimento dei dati.
Il programma integra anche un generatore di password, una funzionalità di “chiusura automatica” che si attiva nel caso in cui si dovesse lasciare il sistema “incustodito”, la possibilità di effettuare ricerche nel database e molto altro ancora.
Inutile fare ulteriori commenti se non consigliare a tutti voi di scaricarlo ed installarlo quanto prima
…
Download qui
Se non utilizzate Windows ( fate bene :D)
potete scaricare il KeePassX, sviluppato per essere compatibile con Linux e Mac..
Download qui
